Il valore della coerenza

Il rebranding di uno studio legale è un momento di sintesi identitaria, allineamento strategico e ridefinizione del rapporto con i clienti e il mercato. Nel caso di Improda, affidato a Inarea, il percorso nasce da un’evoluzione interna dello studio legale e si traduce in una riflessione più ampia su comunicazione, coerenza e fiducia. Ne parliamo con Alberto Improda, fondatore dello Improda Studio Legale, realtà attiva da oltre trent’anni e oggi organizzata come gruppo multidisciplinare al servizio delle imprese. Quali necessità vi hanno portato al rebranding? L’esigenza nasce da un passaggio molto concreto: all’inizio del 2025 abbiamo allargato la partnership, rendendo soci alcuni professionisti con noi da anni. È stato un momento di crescita naturale ma anche simbolico. E sentivamo il bisogno di rappresentare visivamente questa nuova fase. A questo si è aggiunta un’esigenza più strutturale: negli anni lo studio si è evoluto in un gruppo articolato, affiancando all’attività legale i servizi di consulenza alle imprese. La crescita, però, era avvenuta in modo non uniforme e con identità visive diverse. Il rebranding è stato quindi l’occasione per dare un’immagine comune e coerente a realtà che, pur lavorando insieme, si presentavano in modo disallineato. Il rebranding è un processo di sintesi: che cosa avete compreso dalla rilettura della vostra identità? È stato molto più complesso di quanto immaginassi: credevo fosse solo un intervento tecnico, ma si è trasformato in un vero percorso di introspezione. Il confronto, sia interno sia con i professionisti di Inarea, ci ha portato a esplicitare valori e visioni che non avevamo mai davvero messo a fuoco. Sono emerse anche differenze di sensibilità: da un lato approcci più tradizionali, dall’altro visioni più innovative. Il punto non è stato trovare un compromesso, ma una sintesi autentica. Il risultato finale – un master brand capace di unire studio legale e consulenza – rappresenta proprio questa consapevolezza: siamo un’unica realtà, con competenze diverse ma integrate. Quanto è importante curare l’immagine dello studio in modo coerente e strategico? È fondamentale. Il rebranding ci ha aiutato non solo a presentarci meglio, ma anche a lavorare in modo migliore. Prima, quando un cliente necessitava di servizi non strettamente legali, il passaggio alla nostra società di consulenza poteva generare incertezza. Oggi, grazie a un’identità unitaria, questo passaggio è naturale. Parallelamente, abbiamo scelto di affidarci a professionisti per la gestione della comunicazione, in particolare sui social. Anche qui la parola chiave è coerenza: una crescita graduale, senza scorciatoie, nel rispetto della reputazione dello studio. Cosa significa alimentare la fiducia di uno studio legale attraverso il branding? La fiducia è centrale; lo è sempre stata nella professione forense ed è oggi un elemento chiave anche del branding. La fiducia si costruisce attraverso la coerenza. Se il brand promette qualcosa, deve mantenerlo nel tempo. È questo che rende credibile una realtà agli occhi dei clienti. Anche osservando casi recenti, è evidente come la percezione di coerenza o incoerenza possa fare la differenza. Per uno studio legale, questo significa allineare comunicazione, valori e comportamento professionale. Il brand non è un involucro: è la manifestazione visibile di ciò che si è davvero.

Law Firm: la rivoluzione silenziosa

L’evoluzione degli studi legali sta avvenendo in modo rapido e profondo attraverso l’integrazione tra nuovi modelli organizzativi, innovazione tecnologica e logiche di mercato sempre più complesse. In questo scenario, il brand diventa uno strumento strategico per ridefinire identità e posizionamento delle law firm. Ne parliamo con Mario Suglia, Partner e Managing Director di Inarea, per una lettura trasversale tra diritto e design delle relazioni. In che cosa si sono trasformati oggi gli studi legali? L’avvocato oggi è sempre più un advisor, una figura pro-attiva capace di anticipare scenari e accompagnare il cliente in scelte strategiche di natura legale. A questo cambiamento di ruolo si aggiunge il fattore decisivo della tecnologia: attraverso l’integrazione sistematica di strumenti come l’intelligenza artificiale, gli studi legali diventano delle “piattaforme di servizi” dove persone e tecnologie convivono e ridefiniscono processi e competenze. Parallelamente cresce la multidisciplinarietà: l’avvocato non è più un professionista “isolato”, ma, in base agli ambiti di intervento, dialoga e collabora con altre discipline: dal tributario alla consulenza di impresa. Questa ibridazione porta naturalmente a fenomeni di aggregazione: gli studi tendono a fondersi, a strutturarsi come organizzazioni complesse, spesso in forma societaria (sta – società tra avvocati), per rispondere alla crescente complessità del mercato. È difficile oggi immaginare un professionista che opera da solo che sia competitivo: la dimensione collettiva diventa un asset strategico, perché consente di offrire competenze integrate e maggiore solidità. Come si collega questa evoluzione alle logiche del branding? Il punto chiave è il passaggio dalla singola persona (ognuno di noi ha ormai il suo personal branding) al gruppo, alla società (il corporate branding). Tradizionalmente la scelta è sempre caduta sul singolo avvocato. Oggi, soprattutto in ambito societario, si predilige sempre più lo studio. Questo perché il cliente ha bisogno non tanto di singole eccellenze, ma di strutture capaci di gestire complessità. Il brand di uno studio legale, quindi, diventa la sintesi di una promessa: rappresenta la capacità di essere affidabile, competente e coerente nel tempo. In questo momento di forte transizione è importante definire le giuste relazioni tra il master brand – lo studio – e i cognomi dei singoli avvocati che lo costituiscono. È il brand principale (e collettivo) a generare fiducia e a costruire reputazione. È un cambio culturale profondo, ancora in corso, ma ormai irreversibile. Quanto conta oggi il naming per uno studio legale? Anche questo aspetto sta attraversando un passaggio cruciale perché segna il superamento, anche simbolico, del modello tradizionale legato ai cognomi dei fondatori. Sempre più spesso si scelgono nomi o acronimi svincolati dalle persone e capaci di rappresentare nel tempo un’identità autonoma. Questo non significa dissolvere il valore dei fondatori o dei singoli, ma ridefinirne il ruolo all’interno di un sistema più ampio. Il nome diventa così un elemento di sintesi e di visione: deve essere riconoscibile, distintivo e coerente con il posizionamento dello studio. È un equilibrio delicato, soprattutto in questa fase di transizione in cui convivono elementi di personal e di corporate branding. Quali sono gli strumenti della brand identity per gli studi legali? Il branding ha ormai una natura multidimensionale. Non si limita al logo o all’identità visiva, ma coinvolge diversi livelli sensoriali e relazionali. Sicuramente la dimensione visiva e la sua declinazione nel digitale – dal sito web alla comunicazione online – restano fondamentali, ma emergono anche nuovi linguaggi sensoriali. Per esempio, per gli studi legali ha un ruolo sempre più importante il branding olfattivo, che caratterizza gli spazi fisici come elemento di forte riconoscibilità del brand. Oppure i linguaggi di brand tradotti negli elementi dell’interior design, che contribuiscono a costruire un’esperienza coerente. Inoltre, oggi, lo studio legale può anche avvalersi del suono (sound logo e temi musicali) come segno distintivo. In generale, il branding si traduce in momenti di interazione coerenti che costruiscono relazioni e rafforzano la percezione dello studio legale. Insomma, il design serve a rendere il diritto più usabile, utile e comprensibile. E gli studi legali, che sono parte attiva dell’applicazione del diritto, ne sono sempre più consapevoli nella costruzione delle relazioni con i propri clienti.

Newsletter 05-25

“Tutti sono convinti che Venezia sia la città ideale per una luna di miele. Grave errore! Vivere a Venezia o semplicemente visitarla significa innamorarsi di questa città, al punto da non lasciare spazio ad altri amori” Peggy Guggenheim Quel legame tra Venezia e Biennale Voci La brand identity della Biennale di Venezia, progettata da Inarea e in uso da ventiquattro anni, ha contribuito a rafforzare la simbiosi tra la città e la sua istituzione. L’unicità di Venezia non ha bisogno di commenti ma è il confronto continuo con le nuove frontiere della cultura, proprio della Biennale, a contribuire a fare della Serenissima un evento permanente e aperto al dialogo con il mondo intero. La brand identity della Biennale offre perciò lo spunto, attraverso le considerazioni di Antonio Romano, per una riflessione sull’identità urbana contemporanea e sull’offerta culturale in essa contenuta. Articolo Completo Musei e progetti culturali per branding territoriale Tracce Se le caratteristiche e i valori di un territorio o di un’istituzione culturale si traducono in un’immagine capace di sintetizzarne la complessità, allora si viene a creare un legame profondo con il fruitore. Alcuni casi di Inarea per riflettere sul branding territoriale e la relazione tra progetti culturali ed esperienza della città.  Articolo Completo Cultura e branding territoriale. Alcuni progetti di Inarea che hanno creato un’immagine univoca e simbolica del luogo che ne ha favorito l’attrattività e la relazione. LA BIENNALE DI VENEZIA                Case Study          MAXXI           Case Study POMPEII Case Study         CAIRO    Case Study News & Events Il 20 maggio è la giornata mondiale delle api. Nel 2010 Inarea scegli l’ape come logo per rimarcare l’operosità del lavoro quotidiano nel restituire arte al mestiere. E per richiamarne l’idea di organizzazione, solidarietà e integrazione. 

Newsletter 01-25

Gennaio 2025 “Quando il risultato mi sorprende vuol dire che sul foglio è rimasto il minimo indispensabile. C’è leggerezza e riesce a dire tutto. Questa è la ragione della dominante bianca dei fondi delle nostre immagini”. Antonio Romano 40 anni di immagini-metafora Tracce Il Calendario è un progetto complesso ed emblematico della metodologia di Inarea e la filosofia che sta dietro le singole immagini si rintraccia a partire dai primi lavori negli anni Ottanta. Già prima di prendere forma risponde a una precisa modalità del fare e del pensare. È una metafora nell’uso delle immagini – ironiche, sorprendenti e artigianali – e nella missione sottesa al progetto di identità: saper leggere ciò che già c’è, dando vita ad associazioni inconsuete per alimentare nuove percezioni. Articolo Completo Calendarea: riflessioni e backstage Voci Oltre la trentesima edizione, riflettiamo sul senso del Calendario Inarea e sulle sue potenzialità ancora inespresse. E, alla luce delle complessità realizzative, sul modo in cui questo progetto può trasformarsi. 1998 ZIP Code                                2016                     Renaissance 2024 Pet Terapyer                  1991                  I ferri del mestiere    nei mezzi di comunicazione           2011           A step ahead    2021    Me tool Qualità senza compromessi e un rigoroso codice nella costruzione (analogica) delle immagini sono gli elementi che più contraddistinguono il Calendario Inarea. Tenendo in considerazione che negli anni ha alimentato un’ampia fetta di sostenitori, è possibile rileggere questo progetto con strumenti nuovi senza tradirne l’identità? E come valorizzare un patrimonio di centinaia di immagini d’archivio che oltre trent’anni di lavorazione hanno prodotto? Ce lo racconta Monica Solimeno, Project director in Inarea. Articolo Completo News & Events Coloro che, negli ultimi tre mesi, hanno viaggiato nella rete autostradale italiana avranno notato che Autostrade per l’Italia ha cambiato il suo marchio: un richiamo alla “&” che unisce, come le sue vie mettono in relazione il Paese. È il rebranding curato da Inarea. Fai clic qui Gli Australian Open si sono appena conclusi e la squadra italiana si è fatta onore. Per celebrare l’entusiasmo e i successi nelle discipline di racchetta, la FITP affida a Inarea la composizione dell’identità sonora. Fai clic qui

Newsletter 02-25

“Mi resi conto che non esiste una reale e oggettiva separazione tra suono e silenzio, ma soltanto tra l’intenzione di ascoltare e quella di non farlo”. John Cage Quel suono che passa per la testa Voci In un mondo saturo di immagini il suono è uno degli elementi che più richiama l’attenzione. È lo stimolo che il cervello umano percepisce nel modo più rapido. Identificare l’identità di un marchio con un concetto sonoro cardine, capace di declinarsi nei diversi linguaggi dell’azienda significa creare uno strumento potente e radicato. Lo spiega Enrico Giaretta, “cantaviatore” e Sonic Brand Director in Inarea, che introduce anche il concetto di “alfabeto sonoro”: per una comunicazione di sola musica. Articolo Completo Identità sonora, la differenza in un accordo Tracce Cresce l’attenzione verso il sonic identity design non solo a causa della moltiplicazione di canali e punti di contatto digitali, ma anche perché il suono interagisce con gli utenti in una dimensione più emozionale             BAULI          Case Study Banca IFIS Case Study FIGC Case Study         FITP    Case Study Qualità senza compromessi e un rigoroso codice nella costruzione (analogica) delle immagini sono gli elementi che più contraddistinguono il Calendario Inarea. Tenendo in considerazione che negli anni ha alimentato un’ampia fetta di sostenitori, è possibile rileggere questo progetto con strumenti nuovi senza tradirne l’identità? E come valorizzare un patrimonio di centinaia di immagini d’archivio che oltre trent’anni di lavorazione hanno prodotto? Ce lo racconta Monica Solimeno, Project director in Inarea. Articolo Completo News & Events Verde a richiamare la sostenibilità, driver centrale del piano strategico e azzurro a evocare il mare che circonda l’Isola. Inarea progetta il logo di BAPS (Banca Agricola Popolare di Sicilia), prima banca popolare in Italia, incorporazione della Banca popolare Sant’Angelo nella Banca agricola popolare di Ragusa, rappresentandone la sintesi tra continuità e futuro. Il richiamo allo stemma araldico della Regione Puglia si unisce al disegno di rami e foglie all’interno di una forma ottagonale, evocando l’architettura di Castel del Monte e il concetto di diversità e ricchezza culturale del territorio. È il nuovo logo con cui Regione Puglia si presenta nel 2025.

Newsletter 03-25

“Abitando a Milano ero abituato al cambiamento senza dover emigrare altrove”. Maurizio Nichetti Milano, città della ribalta Voci Il Salone del Mobile e la Design Week sono da tempo un palcoscenico di rilievo mondiale per Milano. È inevitabile, tuttavia, che il consolidato successo si possa tradurre in forme di autocelebrazione: in prospettiva, una minaccia per il ruolo che la Città esercita, soprattutto in un’epoca di continui cambiamenti, che investono ogni ambito di design. Alcune considerazioni di Antonio Romano. Articolo Completo Metropolitana milanese. Segnaletica e wayfinding interpretano un’icona Backstage La Metropolitana di Milano è un progetto che appartiene all’immaginario e all’esperienza collettiva. Inaugurata nel 1964, ha introdotto importanti elementi di innovazione nella segnaletica che hanno visto un necessario aggiornamento. Come progettare un sistema di segnaletica e di wayfinding efficiente nel tempo e che possa interpretare un’icona? Ne parliamo con Niccolò Desii, design director e partner di Inarea che da vent’anni segue la collaborazione con ATM. Articolo Completo   Fondazione Cariplo         Case Study        ATM   Case Study                          AC Milan                       Case Study SNAM Case Study News & Events “A” che richiama la goccia d’acqua a simbolo della semplicità e della preziosità della risorsa naturale. Il logo introdotto nel 2023, voluto per rimarcare l’impegno di Acea nello sviluppo di una rete idrica nazionale, si trasforma nel 2024 per celebrare i 115 anni dalla sua fondazione. Scopri di più Al 75° anniversario, SNAM rinnova la brand identity. Il nuovo logo progettato da Inarea, che collabora con l’azienda dal 2011, sottolinea attraverso il colore verde le caratteristiche di sostenibilità del gas naturale e introduce i caratteri minuscoli a simbolo di una maggiore vicinanza alle persone. Scopri di più