Il 29 maggio 1935 entra in servizio il “Normandie”

Il tintinnio dei bicchieri di champagne, i camerieri in alta livrea, l’odore di fumo e lo squittio delle chiacchiere, sotto il rombo rassicurante dei camini. Così, il 29 maggio 1935, il “Normandie” parte dal porto di Le Havre alla volta di New York: qui c’era una folla enorme a salutare la muscolosa balenottera, mentre entrava nel molo 88. La nave non era solo la più grande mai costruita, ma era soprattutto un museo Art Déco sulle onde. Del resto, la Francia era la patria di un certo Guimard, quel signore che aveva capito che anche le banchine del metrò dovevano meritarsi un tocco di grazia. E con il Normandie, la esportarono oltreoceano. Questo è solo l’inizio del viaggio che, come ogni itinerario che si rispetti, sarà pieno di appunti, ricordi, visioni. Non a caso, qui c’è un taccuino (ispirato alle celebri affiches di Cassandre) “formato-Normandie” pronto per essere usato. Onomastico: San Paolo VI, Papa

Il 28 maggio 1961 c’è l’ultimo giro della tratta Parigi-Bucharest dell’“Orient-Express”

La penna di Agatha Christie ci ha insegnato che sui vagoni dell’“Orient Express” anche la morte poteva farsi bella. Non abbiamo dubbi: drappeggi di velluto in ogni dove, tappeti orientali e l’odore rassicurante del mogano nelle finiture; il tutto condito dalla cucina gourmet. La porta sui due continenti era un luogo dove l’afrodisiaco era nell’aria e la promiscuità, quindi, di casa. I proprietari ne erano coscienti e ci giocavano un po’ su: una pubblicità del 1896 mostra prelati, militari e signorine insonni al centro di una sensuale commedia buffa (con la complicità del macchinista). Insomma, l’Orient Express ha accorciato le distanze con l’Est. Ma a quanto pare i suoi spazi, necessariamente stretti, hanno fatto la loro parte nello stimolare la fantasia di chi vi era a bordo. Se la pubblicità in fondo in fondo non mente mai, quello che è successo in quelle notti d’oriente sarà stato qualcosa decisamente “fuori misura”… Onomastico: San Germano

Il 27 maggio 1930 è inaugurato il “Chrysler Building”

Al tempo della sua costruzione, il “Chrysler Building” era in competizione con l’edificio della “Manhattan Bank” che stava cominciando a grattare le nuvole solo 4 miglia più in là: gli operai si scrutavano dai ponteggi, osservando ognuno i progressi della squadra avversaria. Alla fine, la spuntò il primo con un colpo di coda, anzi, di cupola. La famosa cuspide d’acciaio fu costruita in segreto dentro l’edificio e poi assemblata, sembra, in soli 90 minuti. Un vero abbaglio per i colleghi dell’altra sponda: che abbiamo cercato di rendere con delle matite, vestite d’argento per l’occasione. Onomastico: Sant’Agostino, Arcivescovo di Canterbury

Il 26 maggio 1851 a Londra inizia il primo torneo scacchistico internazionale della storia

Il primo torneo internazionale di scacchi si è svolto al fresco del Crystal Palace, la serra di Joseph Paxton creata per l’Esposizione Universale del 1851. Questa competizione ha avuto il merito di aver creato il design del gioco. Ma facciamo un salto indietro, all’India del VII sec. d.C., dove troviamo il più antico antenato degli scacchi: si chiamava “Chaturanga” ed era in sanscrito, la lingua madre di quasi tutte quelle euroasiatiche. Infatti, troviamo il gioco in Cina, in Giappone, nell’Impero Bizantino. Si diffonde anche in Persia e nel mondo islamico, ma i musulmani non potevano creare immagini di esseri viventi, quindi le pedine erano stilizzate e si usavano pietre colorate. Col tempo, i personaggi si decodificano nei ruoli e… nelle forme. Sappiamo che il cavaliere è stato sempre in sella al suo cavallo. L’alfiere era conosciuto come “pazzo” in francese o “elefante” in russo. Un’evoluzione interessante ha avuto la regina: prima era minuta, quando poi, dopo il 1475, “sale al trono” come consigliera del re, anche le sue dimensioni “crescono”. Il pedone? Poco strumentale nel gioco e sempre basso nella forma. Nel gioco come nel design, la mossa vincente passa sempre per la logica, la sintesi e la precisione. Ci verrebbe quasi da chiamarla “scacco matto”. Onomastico: San Filippo Neri

Il 25 maggio è la Giornata americana del tip-tap

Il ritmo era quello africano, lo spazio quello della strada: così nasce il tip-tap, che oggi magari identifichiamo con il volto avorio di Fred Astaire e di Shirley Temple ma, all’origine, era di tutt’altro colore. Infatti, nel film “The Little Colonel” (1935), a muoversi insieme ai riccioli d’oro c’era Bill Robinson, il primo ballerino nero ad aver sfondato a Broadway. Era nato come oggi, il 25 maggio 1878. Agli inizi del ‘900, da popolo di migranti quali siamo, anche noi  potevamo trovarci tra i fumi dei marciapiedi di New York, dentro quel fluire di ritmi e razze che hanno dato vita al tip-tap. Il nostro ruolo? Sicuramente saremmo stati gli sciuscià: altra, meravigliosa parola onomatopeica che coincidenza vuole far derivare proprio dall’inglese “shoe shine”. E in omaggio a questo matrimonio linguistico, oggi abbiamo lucidato le scarpe di Bill pronte per esser calzate. Ma siamo sempre con il cibo tra i piedi (e nella testa): buon italiano non mente. Onomastico: San Gregorio VII, Papa

Il 24 maggio è la “Giornata europea dei parchi e dei giardini”

Ci sono quelli liberi inglesi e quelli “cassettonati” italiani: le differenze stilistiche (e geografiche) sono evidenti, ma il padre di tutti i giardini europei moderni non è un luogo, ma un libro. E nasce da una battaglia d’amore in un sogno. Il suo nome ci appare quasi impronunciabile, oggi: si chiama “Hypnerotomachia Poliphili”, letteralmente, “combattimento amoroso, in sogno, di Polifilo”. Trentotto capitoli di puro viaggio iniziatico, o psichedelico. Addentrandoci con il protagonista, arriviamo a un certo punto a Citera, l’isola di Venere: un eden botanico di peristili, pergolati e zampilli. Al centro c’è un anfiteatro simile al Colosseo: ma sui suoi gradoni, invece che grida e pollici abbassati, siedono solo cascate di fiori. Ci si perde, nella minuzia descrittiva; del resto è un sogno, anche se qualcuno ha provato a decifrarlo. Ciò che importa è che questo giardino impossibile ha dato il là a tutti i giardini europei dei due secoli successivi. Come? È la stampa, bellezza. L’ “Hypnerotomachia” è stato il primo libro in volgare ad esser stato creato e poi diffuso con il nuovo mezzo. Siamo a Venezia nel 1499, dentro la tipografia di Aldo Manuzio. Conteneva 170 xilografie, dove erano illustrate queste e altre meraviglie, comprese quelle tecniche dei disegni sull’“ars topiaria”, l’arte di dar forme ad arbusti e alberelli, o meglio, di potare. In questa Babele verde anche noi ci siamo persi: infatti le attache non servono a fermare i fogli del prezioso manuale, ma si sono sparpagliate e materializzate nel più comune arredo da giardino. Abbiamo bisogno evidente di una pausa. Se al sole di maggio, meglio. Onomastico: San Vincenzo

23 maggio 1992: in un attentato di mafia muoiono il giudice Falcone, sua moglie e gli agenti di scorta

Sono passati ventinove anni da quel sabato pomeriggio, ma nella memoria di tutti noi la ferita non si è mai rimarginata. A un mese dall’attentato, i tre principali sindacati italiani indicono una manifestazione nazionale a Palermo per dimostrare la volontà del popolo italiano di costituirsi “parte civile” contro la mafia. Da qui la nostra idea di un manifesto che, lontano dalla retorica, fosse in grado di esprimere il dolore di uno strappo, di una ferita inflitta, appunto, al cuore dello Stato. E abbiamo tradotto quei sentimenti ricostruendo con delle rose rosse, che attraversano due squarci sulla carta, una toccante bandiera italiana. Un omaggio sentito e sincero a quelle vite spezzate. Dal 2000, questa immagine è stata adottata dall’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) come icona-simbolo per ricordare il sacrificio di tutti i giudici caduti nella guerra contro le mafie e contro il terrorismo. Onomastico: San Giovanni Battista de Rossi

Il 22 maggio è la “Giornata internazionale della biodiversità”

Proviamo ad immaginare un mondo in cui, ascoltando un pezzo dei Beatles, ci sembra identico a quello degli Yellow Magic Orchestra (rock elettronico dal Sol Levante, per chi non lo sapesse). Oppure una civiltà in cui lo stile del calcio brasiliano è uguale in tutto a quello lituano; comprese le rovesciate di Pelé . Forse in modo un po’ virato, ma siamo sicuri che questo appiattimento del gusto fa risaltare bene cosa si intenda per biodiversità. L’assemblea generale delle Nazioni Unite ha dichiarato che il tempo compreso tra il 2021-30 sarà dedicato al restauro ecologico: per recuperare, ove possibile, le specie vegetali e animali che rischiano di scomparire. Come fanno i colori su una tela malridotta… E noi, cercando di scongiurare questa tabula rasa, partiamo proprio da chi, sulla terra, ci cammina sopra: un bruco, ma fatto di “materia prima” vegetale. Sembra proprio che di biodiversità, insomma, ne abbiamo. Ed è l’auspicio per un buon punto di partenza. Onomastico: Santa Rita da Cascia

Il 21 maggio è la “Giornata Internazionale del Tè”

Il nostro calendario ormai è punteggiato da tante giornate mondiali e questa è una delle più giovani; infatti, è solo al suo secondo anniversario. Perché il tè? Non solo è la bevanda più bevuta in tutto il mondo dopo l’acqua, ma è alla base di tante, fitte microeconomie locali: secondo la FAO, il 60% della produzione mondiale di tè viene da piccoli agricoltori. Certo, il Mediterraneo ci ha regalato una dieta varia, ma non questo verde germoglio. Per cui, ci uniamo alle celebrazioni di oggi preparando una cerimonia del tè degna del Cappellaio Matto: per un ideale gemellaggio tra colture e culture. Onomastico: Sant’Eugenio

Il 20 maggio è la “Giornata mondiale delle api”

Come forse saprete, le api sono il simbolo di Inarea: le abbiamo scelte perché sono il braccio destro dei fiori e così lavorano alla creazione di originali. Nel suo ultimo libro “Pensieri di una mosca con la testa storta”, il neuroscienziato Giorgio Vallortigara ci racconta che un’ape sa distinguere un Monet da un Picasso: una cosa enorme per un piccolo carico neuronale come il suo, l’ultima delle tante mirabilia a cui ci hanno abituati questi animali. Così, nella loro giornata, anche noi ci mettiamo in coda in questa sfida all’ultima connoisseurship. Dopo un Monet e un Picasso, come non riconoscere un originale Inarea? Se siamo fortunati, dovrebbe trattarsi di una questione “lampo”. Onomastico: San Bernardino da Siena