Il 28 luglio 1943 nasce l’IKEA 

Ingvar Kamprad sognava di fare l’imprenditore già a 5 anni, quando comincia a vendere fiammiferi, cartoline di Natale e altre chincaglierie porta a porta. A 17, suo padre gli regala una piccola somma per ricompensarlo degli ottimi risultati scolastici. Nasce così l’IKEA, acronimo di Ingvar Kamprad, Elmtaryd (la fattoria di famiglia) e Agunnaryd (la parrocchia di zona). Ingvar Kamprad trova il successo grazie a una sola formula magica: la sublime intraprendenza connessa alla scientifica spilorceria. La riduzione dei tempi di trasporto e di imballaggio si incastrò perfettamente al motto con cui accoglieva i visitatori nei suoi negozi: “Fai la tua parte e risparmi”, più preciso di una giuntura per mobili. Sulla sua presunta parsimonia, le leggende spaziano a trecentosessanta gradi ma, con buona probabilità, la sua etica del risparmio ha cambiato l’angolo visuale di tutti noi rispetto alla stessa idea di abitare. Mettetevi comodi e pensateci. Onomastico: Beato Urbano II, Papa

Il 27 luglio 1940 la rivista “Billboard” pubblica la prima hit parade

Da quando lo streaming e le visualizzazioni continuano a dire alle vendite di farsi più in là, siamo decisamente più liquidi in fatto di musica. La tecnologia cambia, ma la classifica di “Billboard” resta, ed è un jukebox mai stufo di sfornare i tormentoni del momento. Del resto, anche la musica si va sempre di più dematerializzando: se nel 1940 dominavano la classifica le orchestrine swing, oggi Billie Eilish ha bisogno di nient’altro che delle sfumature che solo l’elettronica (e l’elettricità) riescono a dare al suo sound. In “Imagination”, il brano di Glenn Miller al secondo posto di quella prima hit parade, l’immaginazione è descritta come divertente, pazza e persino un po’ ‘sciocca’. Non sono forse le stesse parole che potremmo usare per descrivere il tormentone del momento, proprio quello che si è piazzato a tempo indeterminato nel nostro cervello? Con quelle parole, Miller aveva profetizzato ciò che, nella musica, forse sarà destinato a non liquefarsi mai. Come dire che, anche per scalare le classifiche dell’orecchio, non serve alcun ingrediente segreto. Onomastico: San Pantaleone

Il 26 luglio 1903 Horatio Nelson Jackson è il primo uomo ad attraversare gli USA in automobile da San Francisco a New York 

Se nasci in un Paese grande come un continente, è naturale che la spinta ad attraversarlo sia nel tuo DNA. A patto che tu non sia un dilettante allo sbaraglio, come era (più o meno) Horatio Nelson Jackson. Primo, la “carrozza senza cavalli” era stata inventata meno di venti anni prima: il che voleva dire che tutto il pacchetto di sospensioni, freni e rifornimenti, era un grande esperimento ambulante. Possiamo almeno immaginare che il suo protagonista fosse un esperto del mezzo: sbagliato. Nelson Jackson era un medico, ma almeno assoldò un giovane garzone meccanico, Sewall K. Crocker. Le strade? Decisamente non idonee, del resto l’automobile era qualcosa che gli americani non avevano quasi mai visto prima. In una lettera alla moglie Bertha, Nelson racconta che un giorno, persi, incontrarono una ragazza rossa in sella a un cavallo; le chiesero indicazioni e lei li fece arrivare a una fattoria isolata, abitata da una laconica famiglia che è lì ad accoglierli solo per dirgli che avevano sbagliato strada. Al ritorno, trovarono di nuovo la ragazza e le chiesero: “Perché ci hai mandato laggiù?” E lei rispose: “Volevo che Zampa, nonna e mio marito vi vedessero, non hanno mai visto un’automobile”. Come ogni viaggio che si rispetti, non poteva mancare la mascotte: il cane Bud, salito a bordo on the road con i suoi occhialini da pilota, che noi abbiamo appena riposto nella custodia. I tre arriveranno a New York il 26 luglio 1903, dopo 64 giorni di viaggio, dimostrando a tutti che si poteva avere l’America in tasca. Prima di Kerouac, qualcuno doveva pur farle le prove generali. Onomastici: Santi Gioacchino e Anna

Il 25 luglio nasce San Giacomo 

Nella “Vita Nova” Dante traccia il profilo del pellegrino di serie A e di serie B: poteva ritenersi della prima squadra solo chi affrontava il viaggio fino a Santiago di Compostela. Roma e Gerusalemme, insomma, erano robe da principianti. E la conchiglia raccolta sulle sponde della Galizia, era l’inconfutabile souvenir di un’impresa. Del resto, Giacomo era stato il primo a superare i sentieri battuti: da morto il suo corpo esanime si era spinto fino alla finis terrae dell’Occidente per cercare sepoltura. Questo lo rese il patrono per eccellenza di chiunque si appresti a intraprendere un viaggio senza certezze. Ma su di lui sono nate anche altre leggende: una di queste vuole che San Giacomo era solito accompagnare i vivi anche nel viaggio verso l’aldilà, in quel momento in cui l’anima, uscita dal corpo, vaga cercando la nuova meta. Negli anni Venti del ‘900, il dottor Duncan MacDougall, aveva provato a misurare questo peso in quel preciso momento. E nel 2003 Alejandro González Iñárritu ne ha fatto un film: “21 grammi” che è, appunto, il peso dell’anima. Abbiamo provato anche noi a misurarci in un pellegrinaggio cosmico. E abbiamo immaginato di avere, come compagna di viaggio, una bella signora in abito da sera, con borsetta acconcia. Onomastico: San Giacomo

Il 24 luglio 1949 Fausto Coppi vince il Tour de France

Quel giorno Fausto Coppi entra nella storia: non solo perché arriva primo davanti a una platea di ciclisti di mezza Europa; perché taglia il traguardo con 12 minuti di anticipo; perché batte il toscano più temuto (e non stiamo parlando di sigari). Ma perché è il primo corridore nella storia a vincere Giro d’Italia e Tour de France nello stesso anno. Galeotto fu il ’49. Ma galeotto è stato anche quel famoso scambio di borraccia tra lui e il buon Gino di qualche giro dopo. Non si è ancora risaliti a chi fece la prima mossa; quello che a noi interessa è, piuttosto, la proprietà osmotica. Per questo, in omaggio a quello scambio epico di liquidi, il minimo che possiamo fare è facilitarlo, travestendoci – al bisogno – da idraulico. Onomastico: Santa Cristina

Il 23 luglio 1982 l’International Whaling Commission (IWC) decide di porre fine alla caccia alle balene 

Sembra che la prima versione di “Moby Dick” (1851) di Herman Melville sia stata corrotta da una serie di errori di copiatura e passaggi di mano. Il risultato è stato che il racconto più famoso a tema balena di tutti i tempi, sia stato – sin dall’inizio – un vero e proprio guazzabuglio editoriale. La parola, anche quella scritta, pecca infatti di una cosa: è sempre interpretabile. Così, il Giappone, può decidere di interpretare ‘liberamente’ una deroga contenuta nel documento del 1982 che regolava la caccia alle balene: vietata per scopi commerciali, ma consentita per quelli scientifici. Un vizio di forma che è stato all’origine di anni di cacce non autorizzate e di richiami diplomatici all’impero del Sol Levante, mossi in primis dall’Australia. Arriva però qualche elemento che ci fa capire quale delle due versioni fosse la più ‘aderente’ al vero: nel 2019 il Giappone abbandona la Commissione per la salvaguardia delle balene. Se le parole non sempre sono inequivocabili, i gesti, forse, lo fanno molto meglio. E hanno quella straordinaria capacità di riuscirci in un baleno. Riavvolgiamo il nastro!… Onomastico: Santa Brigida

Il 22 luglio 1933 Wiley Post diventa la prima persona a volare in solitaria intorno al globo

La lingua inglese ci ha regalato una parola straordinariamente evocativa. Questa è cutting-edge e Wiley Post è una di quelle persone che ha operato più di qualche taglio. Il primo è alle condizioni di volo: un pezzo di metallo fendente lo colpisce in viso nel 1926, facendogli perdere l’uso dell’occhio sinistro. Non ci hanno insegnato che il primo presupposto per esser piloti è una vista da falco? Wiley si era già spinto oltre il bordo. Il secondo è il più noto: il volo in solitaria intorno al mondo in 7 giorni, 18 ore e 49 minuti. Il terzo, sono le tecnologie. Non soddisfatto di questi successi, Wiley voleva volare ad alta quota: ma per sollevarsi a 30.000 piedi da terra, c’era bisogno di una tuta pressurizzata che ancora non esisteva. Così, il primo ‘scafandro’ per il cielo è stato inventato per lui e per i suoi tentativi di volo. Wiley perderà la vita a 36 anni, mentre era sulle montagne dell’Alaska, deciso ad arrivare in Siberia. Purtroppo, la precisione del taglio non sempre è chirurgica, ma ciò non toglie che le sue imprese siano state decisamente sharp-edged: tutte a spigoli vivi. Onomastico: Santa Maria Maddalena

Il 21 luglio 1899 nasce Ernest Hemingway

“Il vecchio e il mare” è l’ultimo romanzo che scrive Hemingway prima di vincere il Premio Pulitzer e poi il Nobel, rispettivamente nel 1953 e nel ’54. È un racconto amaro, che ha quel tono pruriginoso di quando inoculiamo, per sbaglio, l’acqua salata: Santiago è un vecchio pescatore e da 84 giorni le sue lenze tornano su vuote. Alla fine, dopo tre giorni di lotta, riesce ad agganciare un grande pesce marlin. Ma nel tragitto non aveva fatto i conti con un terzo incomodo, perché il pesce sarà mangiato dagli squali. Ne rimarrà solo la lisca, lo stesso quadro desolante della sua vita, dove tutto sembra scarnificato: l’età, le vecchie mani, ovvio, anche le speranze. Viva però è l’iride che, come ci dice Hemingway, conserva ancora il colore del mare. E anche il suo infallibile stoicismo, più resistente di un filo da pesca. Ora, avviciniamoci a una culla, in una giornata di luglio del 1899; si dice che i bambini appena nati riescano a vedere a una distanza di 25 centimetri. Abbiamo così provato a disegnare il panorama visivo dei primi giorni del piccolo Ernest: una “Festa Mobile” (come titola la sua autobiografia) che avrà sicuramente lanciato un qualche amo alla sua immaginazione. Onomastico: San Lorenzo da Brindisi

Il 20 luglio 1865 viene istituito il Corpo delle Capitanerie di Porto 

Nel romanzo “L’età del dubbio”, la penna di Andrea Camilleri ci presenta Laura Belladonna, una giovane ufficiale della Capitaneria del Porto di Vigata: è lei la fonte dei dubbi di Salvo Montalbano e chissà se avrebbe mai fatto carriera… Nella realtà, questo succede l’anno successivo la pubblicazione del romanzo, nel 2009. Finalmente, tre donne prendono da sole il timone dei porti di Golfo Aranci, Maratea e Monopoli, dopo oltre un secolo e mezzo dalla fondazione del Corpo. Andrea Camilleri, che comincia a scrivere Montalbano all’alba dei ’70, ci insegna anche un’altra cosa: meglio tardi che mai. Il primo libro della saga che lo ha reso un autore cult si intitola “La forma dell’acqua”, forma che per noi, oggi, è quella di un maquillage vestito alla marinara. Per ribadire solo una cosa: lo smalto rosso tiene sempre bene, sopra e sottocoperta. Onomastico Sant’Apollinare

Il 19 luglio 1986 con il concerto hip hop dei Run-DMC le sneakers divennero di tendenza 

I Run-DMC sono stati il primo gruppo nella storia del rap ad aver vinto un disco d’oro. Se sei cresciuto nel Queens, il fatto di poterti esibire in quel tempio della musica che è il Madison Square Garden è già un ottimo risultato. Ma la vera volpe di quel concerto è stato il manager del gruppo, che chiese ed ottenne un posto in prima fila per i vertici dell’Adidas: una delle hit dei Run, infatti, racconta la scalata al successo attraverso un paio di fedelissime sneakers. Così, quando il cantante intonò “My Adidas” facendo roteare la sua sulla testa, nel giro di qualche minuto tutta la platea faceva la stessa cosa. Fu una ricaduta commerciale positiva per tutti: per il brand e per i musicisti. Il testo di “My Adidas” ci dice però anche un’altra cosa, e cioè che l’abito non sempre fa il monaco: scrivono, ad esempio, che il fatto di indossare le sneakers senza lacci per i sobborghi di New York non faceva di loro dei delinquenti (le scarpe dei galeotti infatti, sono sempre senza lacci). Ancora il “New York Times” racconta che i loro concerti erano un megafono di messaggi positivi, come il fatto di urlare al pubblico giovane di “preferire la scuola alle droghe”. Non dimentichiamo che gli anni ’80 erano quelli dell’AIDS e, l’eroina, il suo volano. Il termine “sneakers” indica il passo silenzioso di chi si avvicina a qualcuno senza far rumore. Ma quelle dei Run-DMC hanno fatto esattamente il contrario, e lo hanno fatto bene. Ecco perché le nostre scarpe si dissimulano disinvolte sotto forma di prese per il telefono: se questo è il messaggio, attendono solo una chiamata sul palco. Onomastico: San Simmaco