Il 28 giugno 1820 il colonnello Robert Gibbon Johnson mangia un pomodoro per dimostrare che non è velenoso 

Può un pomodoro trascinare qualcuno in tribunale? Sembra di si. Il 28 giugno 1820 Robert Gibbon Johnson – stimato cittadino del New Jersey e innovatore nel campo dell’agricoltura – annunciò che avrebbe mangiato dei pomodori sui gradini del tribunale, per dimostrare che non erano velenosi. Nessuno fu messo k.o.; ma, da allora, questa storia ha bollito lentamente come fa il ragù bolognese, arricchendosi di ingredienti e aneddoti vari. Peccato che si tratti di una leggenda metropolitana e, ci verrebbe da dire, davvero ‘bella e buona’: il “New York Times” ci dice che, agli inizi del XIX secolo, quel pomo del rosso dell’amore era indigesto, semmai, solo alle fasce più basse della popolazione, che lo guardavano con ammirazione e timore reverenziale. Evidentemente, però, non è stato abbastanza: se il suo picco nella cucina americana è stata l’aggiunta di una punta d’aceto, sinceramente, non ci sembra di scorgere altri rivali su questo ring… Onomastico: Sant’Ireneo

Il 27 giugno c’è la Festa delle fragole in Val Venosta

L’estate è il tempo delle sagre; ma questa dell’Alto Adige è solo un pretesto (seppur dolce), per volare con la mente al nostro, personale, posto delle fragole. In uno dei film che lo ha consacrato, Ingmar Bergman ci conduce per mano in questo sottobosco. Qui, ci fa vedere che il passato può tingersi di un tocco acerbo di inquietudine, vero. Ma sono i ricordi che hanno maturato ‘bene’ quelli che continuano a profumare le nostre giornate. Anche dopo anni, e bilanci. Ci verrebbe da chiamarli ‘carezzevoli’. Ecco perché, mentre li tiriamo fuori dal baule, non potremmo mai fare a meno di trattarli con i guanti. Onomastico: San Cirillo di Alessandria

Il 26 giugno 1786 Mozart inizia a comporre il “Concerto per corno e orchestra n. 4”

Spesso, tendiamo a guardare il passato con l’abbaglio dell’epica. I nostri antenati (specie se artisti) ci sembra che si muovano sempre a passo di mito; eppure, scendendo da questo attico, ci accorgiamo che il loro presente è stato molto, ma molto, più prosaico. Il movente delle “Variazioni di Goldberg”, ad esempio, sembra sia stato nient’altro che l’insonnia del suo committente, il conte Karl von Keyserling, sincero estimatore di Bach. E Mozart dedica i quattro concerti per corno a Ignaz Leitgeb, commerciante e proprietario di un negozio di latticini e formaggi; sembra che il nostro Wolfgang fosse un habitué. Ma Ignaz era anche un cornista – e sopraffino – prima alla corte di Salisburgo, poi a Vienna. Eppure Mozart non perdeva occasione per far bagarre: negli spartiti di questi concerti, gli lascia frasi come “Wolfgang Amadé Mozart si è mosso a compassione per il somaro, bove e sciocco Leitgeb”. Ora, siamo decisamente al pianterreno dell’epica, e ci piace così. Immaginiamo dunque questo corno come l’ennesima burla del musicista al suo povero amico. Un’altra doccia fredda? Onomastico: San Josemaria Escrivá de Balaguer

Il 25 giugno è la “Giornata mondiale del cane in ufficio” 

Una giornata da segnare in agenda e spillarci, in allegato, la foto con il nostro Fido. Il “Take Your Dog to Work Day” cade, dal 1999, sempre il terzo venerdì di giugno e il suo scopo è di incoraggiare le adozioni di animali domestici. Eppure, in questo anno, chi non ha visto passare con nonchalance un cane e o un gatto nel bel mezzo di una call? Gentili disturbi di novelli ‘leoni’ da tastiera. Così, abbiamo cercato di rendere questo dinamismo di un cane (non al guinzaglio), ‘office’ version. Come lavoro, ci sembra abbastanza ‘smart’. Chi la spunterà? Onomastico: San Guglielmo

Il 24 giugno 1888 nasce Gerrit Thomas Rietveld designer della sedia rossa e blu

C’è chi ha scritto che lo stile è la forma costante dell’arte di un individuo, di un gruppo, di un periodo. E Gerrit Thomas Rietveld è uno di quei pochissimi casi nella storia in cui lo tocchiamo con mano in tutti e tre. Grazie alla sedia rosso/blu (1917-18), arriva alla Casa Schröder (1924); da lui a Mondrian, Theo van Doesburg e compagni; dal Neoplasticismo a un modo di targare non solo l’avanguardia olandese, ma buona parte di un periodo storico. Ricordate quando, nel 1965, Yves Saint Laurent disegna l’abito “Composition in yellow, red and blue”? La fonte diretta era un omonimo Mondrian, quella indiretta il “De Stijl” (e tutto il resto). Nelle intenzioni dei suoi fondatori, “De Stijl” non doveva tradursi solo con “stile”, ma con “Lo Stile”. E sappiamo anche che, per scovarlo, non c’è radiografia più autentica che quella lasciata da un artista, un designer, un compositore, su un pezzo di carta. Chiunque abbia in mente le grotte di Lascaux lo sa: l’origine del mondo è un disegno. E, se la proprietà transitiva non ci inganna, anche dello stile. Onomastico: San Giovanni Battista

Il 23 giugno 1905 l’aeroplano “Wright Flyer III”, costruito dai fratelli Wright, compie il primo storico volo

Il primo volo del “Wright Flyer”, nel 1903, si concluse in 12 secondi e, a dispetto delle apparenze, era già un buon risultato: l’aeroplano è stato il primo oggetto inventato dall’uomo capace di sollevarsi in aria, pur essendo molto più pesante di essa. Finalmente, nel 1905, arriva il “Wright Flyer III”, il primo aereo a strappare definitivamente il volo al comodato d’uso dell’utopia: riuscì infatti a tenersi a galla sulle nuvole per ben 39, titanici, minuti. I due fratelli, tuttavia, erano un po’ restii a diffondere le loro invenzioni alla stampa: questo sia per non rubare tempo alla ricerca, sia per il timore che una fuga di notizie potesse far volatilizzare, piuttosto, il brevetto tanto auspicato. E così, la prima cronaca dei loro tentativi di volo non la troveremo negli archivi del New York Times, ma sul giornalino di un apicoltore dell’Ohio, che aveva fatto una transumanza di 175 miglia pur di essere il testimone oculare dell’impresa. Proviamo a immaginare come sarebbe andata oggi: Amos I. Root, l’apicoltore, avrebbe girato un video che qualche minuto dopo avremmo ripescato nel mare magnum digitale e il Wright Flyer del XXI secolo avrebbe fatto il giro del mondo alla velocità della luce. Onomastico: Santi Zaccaria e Elisabetta

Il 22 giugno 1949 nasce Carlo Petrini fondatore di “Slow Food” 

Chiunque abbia visto il film “The Founder” ne ricorderà la battuta finale: i due fratelli McDonald, ormai spodestati anche dell’insegna, chiedono a Ray Kroc: “Avresti potuto copiare tutto, perché siamo arrivati a questo punto?” E lui risponde: “L’unica cosa che non potevo avere era il vostro nome”. Quel “McDonald” era tondo, corale e a stelle e strisce: conteneva, insomma, tutti gli attributi dell’America. In maniera forse non troppo lontana, negli anni ’80 Carlo Petrini intuisce che la disputa sul cibo doveva essere nella stessa lingua del nemico. Del resto, di guerra si trattava e il piemontese si convince che questa non poteva rimanere “una questione privata” (com’è il titolo del romanzo di un altro cittadino onorario delle Langhe, Beppe Fenoglio). Dal 1986 in poi, infatti, la parola Slow Food è diventata il naturale contraltare al cibo ‘fast’: ne soppesa le considerazioni di carattere economico e sociale; forse anche le calorie. I latini dicevano “festina lente”, e visualizzavano questo concetto dell’affrettarsi con lentezza attraverso una tartaruga o una chiocciola. Alla fine, come il lievito, facciamo tanti giri intorno al globo per tornare sempre alla nostra lingua madre. Onomastico: San Paolino Vescovo

Il 21 giugno è il solstizio d’estate 

Immaginiamo uno storico che ci osservi dal futuro: forse ci descriverebbe attraverso una piscina. E, studiando i dati, avrebbe i suoi buoni motivi. Dal 3021, non potrebbe non notare che il quadro più pagato dai suoi antenati a un artista vivente aveva per soggetto una piscina: è “Portrait of an Artist (Pool with Two Figures)” di David Hockney (venduto da Christie’s per 90 milioni di dollari). Il nostro studioso, poi, volgerebbe lo sguardo ad altre fonti, come quelle letterarie. E anche lì, scorrendo gli archivi del Pulitzer, si accorgerebbe che quello del 1978 è stato vinto da John Cheever. Il suo racconto più noto, “Il nuotatore”, vede un uomo impegnato in una strana impresa: percorrere la sua contea di piscina in piscina, scavalcando siepi, staccionate e ville dei vicini. Il tutto sullo sfondo di una domenica d’estate americana: ci sembra di sentirlo, quel brusio di chiacchiere da piscina, mentre tirano su con la cannuccia l’ultimo sorso del cocktail. Ma la storia è fatta di tempi non brevi, altrimenti, sarebbe cronaca. Per cui ora il nostro studioso si volge ai primi anni ’20 del Duemila: cosa nota dalle piattaforme social media, quelle che i suoi antenati tanto amavano? Una colonia di fenicotteri, cigni e gonfiabili. I dati gli dicono che l’algoritmo – e le vendite – nelle estati di quel periodo era tutto un selfie al cloro. Oggi inizia un’altra estate. Pronti per il “Bigger Splash”? Onomastico: San Luigi Gonzaga

Il 20 giugno 1975 c’è la prima proiezione del film “Lo Squalo” 

Il prossimo 30 settembre, a Los Angeles, dovrebbe essere inaugurato l’Academy Museum di Renzo Piano: sarà un sacrario dei migliori oggetti, feticci e icone che l’industria cinematografica abbia mai prodotto da quando è nata. E “Bruce the Shark”, proprio quello di Spielberg, sarà l’oggetto più grande della collezione, planando con la sua bocca aperta su una delle scale mobili dell’edificio. Strano modo per dire “welcome”. Ironia a parte, lo squalo ha riposato tanti anni sul fondo di una discarica, prima di esser recuperato per caso. Così, anche noi abbiamo tirato i remi in barca su un particolare tipo di museo di storia naturale ‘contemporanea’: sulla nostra isola ecologica, il risultato è quello che ha tirato su l’ancora. Ne è uscito uno squalo sicuramente più minimalista di quello di Spielberg; ma, siamo sicuri, tagliente quanto basta. Onomastico: Santa Giuliana

Il 19 giugno 1992 c’è la prima del film “Batman. Il ritorno” di Tim Burton 

Anche l’America ha avuto le sue cattedrali gotiche e il loro scalpellino è stato Tim Burton, quando le ha scolpite nella sua Gotham City di celluloide. Ma quello di Burton, semmai, è sempre un elegante pizzo nero. E Michael Keaton, Michelle Pfeiffer e Danny DeVito, i protagonisti della sua gavotta in tonalità minore: sono rispettivamente Batman, Cat Woman e il Pinguino. “Batman. Il ritorno”, però, sarà l’ultimo film di Burton sull’uomo pipistrello. Della sulla fine parla lo stesso regista in un’intervista: “Pare che a McDonald’s e Burger King, che compravano le licenze commerciali, non fosse piaciuto il personaggio di Penguin. Facemmo una riunione e mi dissero: ‘Ma che cos’è quel liquame nero? Cosa fa uscire dalla bocca di Danny DeVito?’ Ed io ho risposto: ‘E voi nelle nostre, di bocche, che roba strana mettete?’” Noi, al massimo, fiori eduli. Onomastico: Santa Giuliana