Il 17 agosto 1903 nasce il “Premio Pulitzer”

A sentire il nome di “Premio Pulitzer”, vediamo ergersi colonne di autorevolezza. Così è stato, in effetti, sin dalla prima edizione del 1917 (la data di oggi, invece, pare si riferisca al lascito testamentario con cui Pulitzer avrebbe devoluto la sua eredità per l’istituzione della “School of Journalism” della Columbia University e relativo premio). Eppure,Joseph Pulitzer era un personaggio decisamente scaltro, non senza macchia e senza peccato. Vero, ha rivoluzionato l’allora nascente mondo dei media introducendo quelle rubriche che, ancora oggi, ci fanno amare i giornali oltre la cronaca: la moda, lo sport, i fumetti. Sono tutti merito suo. Ma era affetto anche da sensazionalismo, e parecchio. Per questo, la guerra nella Grande Mela a fine Ottocento era sì tra gangster, ma non dimentichiamoci di quelli con la stilografica in mano: Joseph Pulitzer contro William Hearst, il fondatore dell’omonimo colosso dell’editoria. La tendenza ad esagerare le notizie a vantaggio dei numeri toccò picchi di parossismo, al punto che nacque un termine per descrivere questo fenomeno, il cosiddetto “yellow journalism”. A farne le spese in termini di vendite, ovviamente, erano i giornali che non si prestavano a tale gioco, come il “New York Times”, che si barricò dietro al motto “All the news that’s fit to print / Solo le notizie che si possono stampare”. Cambiano i mezzi, ma il canto delle sirene nel mondo dell’informazione pare sempre lo stesso. Chi riuscirà, come il “Times”, ad andare a vele spiegate controcorrente? Onomastico: Sant’Eusebio, Papa

Il 16 agosto 1930 viene lanciato “Fiddlesticks”, il primo cartone animato sonoro a colori 

Se in inglese ci rivolgiamo a qualcuno urlando “Fiddlesticks!” gli comunichiamo che sta dicendo una fesseria. Ma al singolare la stessa parola indica invece l’archetto del violino: sarà pure un accessorio, ma è fondamentale affinché lo strumento suoni. Era un po’ il rapporto che legava Ub Iwerks, il creatore di questo cartone animato, a Walt Disney. I due si conobbero da ragazzi, quando aprirono il primo studio a Kansas City; poi, tentarono la fortuna a Hollywood. Erano perfettamente complementari, come lo sono l’archetto e il violino: Iwerks aveva una fantasia che sapeva combinare con la tecnica a disposizione. Walt Disney era mirabolante come visionario, ma anche come venditore. Si lasceranno di lì a poco, per poi riprendersi negli anni. “Fiddlesticks” è importante perché il suo co-protagonista (insieme a Flip the Frog), è un certo Mickey Mouse (anche se di aspetto ancora neandertaliano): anche il design del topo, infatti, è stato un lavoro a quattro mani. Del resto, quante ne riuscite a contare dietro le fattezze/guanto di questa rana? Onomastico: San Rocco

Il 15 agosto 1969 iniziava il “Festival di Woodstock”

Di quei tre giorni di “pace, musica e amore” che furono il “Festival di Woodstock” conosciamo quasi tutto: chi c’era, i grandi esclusi, la fama postuma. Ricordiamo gli squarci di note di Janis Joplin e abbiamo ancora l’assolo di Jimi Hendrix nella testa, tutto compito nella sua eleganza bianca a frange. Sappiamo addirittura il nome del contadino che mise a disposizione il suo terreno, ‘arato’ per l’occasione da 400 mila persone. Bene, quello che non sappiamo, però, è che fine abbia fatto Liquorice. Christina “Licorice” McKechnie, era (è) la voce della band scozzese degli “Incredible String Band”, gruppo hippie/folk scozzese. Un po’ scomparvero anche loro, dopo Woodstock: la loro esibizione andò malissimo e non entrarono nel famoso documentario del concerto, quello che sarà il Vangelo delle successive tre generazioni. Poi, per la band, ci saranno Scientology, molti intramezzi mistici e album che non arriveranno più in vetta. Christina “Licorice” McKechnie è stata avvistata l’ultima volta nel 1987, mentre faceva l’autostop nel deserto dell’Arizona. Insomma, che fine ha fatto Christina “Licorice”? Proviamo a metter sul tavolo un indizio da fiutare. Onomastico: Assunzione della Beata Vergine Maria

Il 14 agosto 1920 si aprono i “Giochi della VII Olimpiade” di Anversa

Le Olimpiadi di Anversa sono state le prime in cui è comparsa ufficialmente la bandiera con i cinque anelli. Eppure, non tutto andò come da cerimoniale. L’anno prima dei giochi, la nuotatrice Ethelda Bleibtrey, era stata arrestata a New York per aver  indossato una sorta di antenato del costume da bagno, cioè senza le calze, che erano obbligatorie per le donne. Venne scagionata a furor di popolo: in quel di Anversa, vincerà tre medaglie d’oro. Alle ultime Olimpiadi di Tokyo, la ginnasta tedesca Sarah Voss, per andare avanti, fa esattamente il contrario: si presenta alle gare con una lunga tuta nera, al posto del body. Centouno anni separano questi due grandi eventi e tanti pesi sono stati sollevati rispetto ai costumi, e non solo. Prove di forza mascolina? Preferiremmo chiamarla semplicemente energia: in molte lingue – forse non a caso – è sempre un sostantivo femminile. Onomastico: San Massimiliano M. Kolbe

Il 13 agosto 1899 nasce Alfred Hitchcock  

Questa immagine è stata realizzata nel 1999, quando la Universal, in occasione del centenario dalla nascita del regista, ripropose alcune delle sue pellicole cult. La fonte è presto nota ed è “Psycho” (1960), il film che ha trasformato per sempre il rito della doccia; ma anche la rappresentazione di un delitto ha cambiato i connotati. Per capirlo meglio, proviamo a entrare nella mente del regista. Hitchcock pensava che non ci fosse nulla di più noioso, in un film, della classica rissa da western, con la sua baraonda di stoviglie e sedie dalle traiettorie ‘prevedibili’. Ora, siamo un po’ più dentro quella doccia: “In un frangente di 45 secondi e 78 pezzi da montare, la paura veniva dal mettere insieme”, ha dichiarato il regista. C’è un assassinio e un coltello di mezzo, ma i tagli sono solo quelli del montaggio. Nei film di Hitchcock, infatti, raramente vediamo il colore del sangue. Noi italiani, invece, siamo l’unico popolo al mondo a identificare le storie poliziesche come “gialli”, in onore delle copertine usate dalla Mondadori per questo genere narrativo, dagli anni ’30 in poi. Del resto, siamo il “Paese d’ò sole”, per cui anche un delitto deve prendersi la sua bella dose di insolazione. Onomastico: San Giovanni Berchmans  

Il 12 agosto è la “Giornata Mondiale dell’elefante”

Ogni giorno perdiamo circa 100 elefanti africani, decimati dalla febbre dell’avorio. Quanto a quelli indiani, la situazione non sembra migliorare: respirano ancora solo in 40 mila esemplari, e molti di loro dentro i recinti di riserve turistiche e altre attrattive del nostro mondo. Per il più grande mammifero del suolo terrestre, continua quindi a valere il refrain che usiamo per molte altre risorse di questo pianeta: il numero di quelle che vediamo sparire è superiore a quelle che nascono. Con la grazia dell’elefante che ci contraddistingue, abbiamo dato vita così a un particolare esemplare: lo facciamo per ribadire che, se lasciata in pace nel suo habitat, questa specie è molto più utile alla Terra di quanto non lo sia stata ad Annibale sulle Alpi. Infatti, gli elefanti sono il polmone verde di molti ecosistemi e garanti della biodiversità. Per cui, siamo disposti a veder gli elefanti volar (ma non evaporar). Onomastico: Santa Giovanna Francesca di Chantal

In questi giorni di agosto, nel 2020, è stato scoperto un nuovo cavalluccio marino pigmeo in Africa

“È un po’ come trovare un canguro in Norvegia”, ha dichiarato Richard Smith, il biologo marino che ha studiato questa specie rinvenuta al largo del Sudafrica. Il fatto inconsueto, è che questi cavallucci vivono di solito nel tranquillo “Triangolo dei coralli”, un paradiso terrestre del Pacifico sud-occidentale. Invece, questo ippocampo pare trovarsi a suo agio tra le grandi mareggiate del Sudafrica, prendendosi le trombe di sabbia in faccia. Parafrasando un noto poeta, “si sta” anche noi come in agosto, i cavallucci, in Sudafrica? Chissà. Questo qui è sicuramente ben avvitato in fondo al mar, in attesa della bonaccia. Onomastico: Santa Chiara

Il 10 agosto è la “Giornata Internazionale del biodiesel”

Rudolf Diesel era un ingegnere appassionato d’arte, di teorie sociali e di lingue; questo ne faceva un visionario pacato ed elegante. Bussando piano, dopo aver presentato al mondo il motore che porta il suo nome, fece presente che si poteva fare ancora meglio: un olio di sostanze vegetali, che presentò (sembra) la prima volta il 10 agosto 1893 e, poi, all’Esposizione Internazionale di Parigi del 1898. Questo è lo stesso anno in cui il minatore Daniel Plainview scopre per caso un giacimento di petrolio nelle sue proprietà. Daniel è un uomo cresciuto con la schiena piegata e il sole addosso e, per questo, ha una coriacea spregiudicatezza che va oltre l’essere un fatto di pelle: truffa, lascia morti dietro di sé e osanna solo l’oro nero. Qui siamo nella finzione, perché Daniel è il protagonista del film di Paul Thomas Anderson, “‪There Will Be Blood” (2007), che valse l’Oscar a ‬Daniel Day-Lewis. Nella realtà, e nella storia, “Il Petroliere” avrà la meglio sul pacato ‘prototipo Diesel’, perché i combustibili fossili si riveleranno meno viscosi, più pratici ed economici di quelli prodotti con sostanze vegetali. È vero anche che, negli ultimi anni, il biodiesel è stato oggetto di una lenta risalita. Ma se la crescita di questi carburanti vuol dire, spesso, deforestazione, capiamo che, in questo testa a testa, il traguardo è ancora lontano. Il ‘tertium’ potrebbe esser dato, però, ed è la transizione energetica. Il vero elemento cerniera. Onomastico: San Lorenzo

Il 9 agosto 1929 il dirigibile tedesco LZ-127 Graf Zeppelin inizia il giro del mondo

Qualcuno, nel secolo scorso, non stava certo boccheggiando, ad agosto: si tratta di Lady Grace Drummond-Hay, l’unica donna ammessa in un equipaggio di 60 uomini sul dirigibile LZ-127 Graf Zeppelin. Lady Grace era una giornalista della “Hearst” ed era lì anche per fare onore all’eleganza del mezzo: gli interni del Graf erano infatti come quelli di una nave di lusso. E, il tempo, era stato progettato per esser scandito da conversazioni da salotto, piume e smoking. Ma nessuno aveva fatto i conti con il fatto che quella nave dell’aria doveva pur attraversarla la Siberia. In quell’agosto, Lady Grace aveva immaginato se stessa “graziosamente drappeggiata” mentre guardava il cielo dalla finestra. Invece si dovette accontentare di abiti pesanti, di una zuppa calda e di uno stufato, che le sembrarono più “graditi del caviale”. Ma c’è sempre un premio di consolazione: con quel suo tono argenteo, il dirigibile Zeppelin faceva certo competizione alla luna. Lady Grace, insomma, aveva l’onore di sedere su una terrazza privilegiata sulle stelle: cosa augurarsi di meglio se la notte di San Lorenzo è alle porte? Onomastico: Santa Teresa Benedetta della Croce

L’8 agosto 1786 c’è la prima ascesa al Monte Bianco 

Quando pronunciamo la parola ‘paio’ stiamo dicendo che non può darsi un ‘uno’, senza il suo ‘altro’. E il primo del paio che si mosse alla conquista del Monte Bianco era un cercatore di cristalli che si chiamava Jacques Balmat (poi rinominato “Mont Blanc”). Per capire bene quello di cui stiamo parlando, dobbiamo immaginare la vetta più alta d’Europa come un pezzo di granito gigante e un po’ misantropo; ma se i minerali sono il tuo mestiere, ecco che questo può risultare, paradossalmente, il tuo paradiso terrestre. Se invece sei un botanico, come Michel Gabriel Paccard (il secondo elemento di questo paio), devi invece piegare la schiena in basso; si sa, l’alta quota è sempre improvvida per la flora. Che non stesse cercando la “Saussurea alpina”? È questo un piccolo, rarissimo cardo viola, così chiamato in onore di Horace-Bénédict De Saussure, il geologo svizzero che finanziò l’impresa, promettendo (sembra) un premio in denaro a questo paio. Chissà che i prossimi botanici, in future spedizioni sul ghiaccio, dovranno cercare loro malgrado specie più vicine ai cactus: una questione spinosa che sarebbe – forse – il caso di affrontare. Onomastico: San Domenico di Guzmán