Il 19 aprile 1897 c’è la prima maratona di Boston

La prima maratona di Boston si svolse la stesso giorno del Patriot’s Day, primo atto della Rivoluzione Americana del 1775 (e di orgoglio tutto locale). Che non si rischi di cancellare la storia… Roberta Gibb, invece, non entrò mai in quella ufficiale della maratona perché non possedeva il tanto ambito numero sulla pettorina; nel 1966 una donna non era ritenuta “fisiologicamente idonea” a correre. Ma Roberta non demorde, si nasconde dietro un cespuglio e si tuffa nel flusso della 42 chilometri. Così, ha saputo comunque lasciare le sue impronte, non solo nel mondo dello sport. Onomastici: San Leone Papa

Il 18 aprile 1956 Grace Kelly sposa Ranieri III Principe di Monaco

Ogni città ha la sua luce e quella di Montecarlo nasce dai toni pastello dei suoi villini liberty al tramonto. Sappiamo che quel 18 aprile 1956, Grace Kelly indossava un abito di pizzo rosa cipria: un tono su tono degno di cronaca. Così, abbiamo immaginato la stessa luce riflessa in uno degli accessori preferiti dalla Principessa. In un’intervista al “Time Magazine” del 1955, Grace Kelly aveva dichiarato: “Non voglio che il mio viso sia l’unico ornamento in un film”. Chissà cosa si era messa in testa… Onomastici: San Roberto

Il 17 aprile 1964 Jerrie Mock è la prima donna a circumnavigare la terra per via aerea

Sembra che appena scesa dall’aereo – dopo 29 giorni e 23 mila miglia intorno al mondo – Jerrie Mock abbia detto al marito “ora il bucato lo fai tu”. La giovane è stata una delle prime donne a laurearsi in Ingegneria aeronautica all’Università dell’Ohio e aveva volato per 750 ore prima dell’impresa (molte insieme al marito). In “La mamma ha preso il volo” però (il cinegiornale del ’64 in cui abbiamo trovato la notizia), il lessico è tutto elettrodomestici, giardino e bucato. Fortuna che nel frattempo le donne hanno saputo volare alto. Onomastici: San Roberto

Il 16 aprile 1889 nasce Charlie Chaplin

Nel film del 1918 intitolato “A Dog’s Life”, Charlot è senza lavoro e si muove solo nella città, tentando di sbarcare il lunario in cerca di qualcosa da mangiare. Un giorno salva la vita al cane Scraps e così, per la strana coppia, l’avventura si fa doppia. Una delle scene più famose del film si svolge tra Charlot e un oste vittima delle sue ruberie di cibo. In questa muta sfida a rimetterci sarà però un gendarme, che viene colpito dal padrone di casa con uno strano vegetale bitorzoluto. È stato scritto che nei film di Chaplin i personaggi si staccano netti dalle convenzioni sociali che rimangono sullo sfondo. Così, anche il nostro ortaggio, pardon omaggio, al genio si stacca netto sul fondo, come a indicare che ci togliamo tanto di cappello! Onomastici: Santa Bernadette

Il 15 aprile 1452 nasce Leonardo da Vinci

Aveva trent’anni, era già Leonardo e viveva al centro del mondo. Allora perché lasciare Firenze per la più periferica Milano? Nel 1482 scrive una lettera a Ludovico il Moro dove si presenta come ingegnere militare (era la stessa persona che aveva già dipinto “L’Annunciazione” degli Uffizi. Il suo portfolio? Ponti “facili da montare e smontare” e bombarde ingegnosissime. In tempo di pace, avrebbe potuto lavorare anche come pittore e architetto, scrive in calce (chi l’avrebbe mai detto che il “Cenacolo” era frutto del talento hobbistico?). Insomma, Leonardo va a Milano perché era parecchio affascinato dall’arte della guerra, custodita quasi come un segreto massonico dai signori del tempo. Lui stesso non pensò mai di pubblicare alcuna sua invenzione e, quando lo farà, sarà per altri usi. Apprendiamo dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci che il carro armato che disegna per Ludovico il Moro era destinato solo alle delizie del teatro di corte. Ed eccoci a costruire la scenografia del genio, con tutti i metri e gli strumenti da palcoscenico. Onomastici: San Crescente

Il 14 aprile 1928 a Milano decolla il dirigibile Italia diretto al Polo Nord

Questa storia inizia qualche anno prima con il Norge, spedizione italiana, americana e norvegese guidata, tra gli altri, dall’ingegnere Umberto Nobile. A causa delle tempeste, ci si dovette accontentare di lanciare le tre bandiere dai finestrini. Il regime fascista fiutò l’affare e spronò un replay tutto italiano dell’impresa; con l’auspicio che, questa volta, il tricolore sarebbe stato ben piazzato tra i ghiacci polari. Il dirigibile Italia partì da Milano nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1928, ma non sarà una storia a lieto fine. Umberto Nobile sarà tra i pochi sopravvissuti e, al ritorno in patria, lo attenderà solo l’isolamento generalizzato. Tornerà dopo la fine della guerra e, tra il ’46 e il ’48, farà parte dell’Assemblea Costituente. È grazie a un suo emendamento che nell’Articolo 9 è scritto che l’Italia promuove la ricerca scientifica e tecnica. Questa storia ci insegna che, come Icaro, ad avvicinarsi troppo al sole senza i giusti mezzi si rimane sempre scottati. Il nostro dirigibile è sicuramente più giocoso e, tra il dolce e il piccante, si esercita all’atterraggio sulla tavola. Onomastici: Santi Tiburzio, Valeriano e Massimo martiri

Il 13 aprile 1974 viene lanciato il cubo di Rubik

Se parliamo di design, l’Ungheria non è certo il primo Paese che ci viene in mente. Ma non dimentichiamo che è la stessa nazione che ha dato i natali a uno dei fondatori del Bauhaus sin dagli anni di Weimar: László Moholy-Nagy. Questa circumnavigazione dell’Europa continentale ci serve a dare la giusta cornice a Ernő Rubik: architetto e insegnante di design all’Accademia di Belle Arti di Budapest, che arriva al cubo mentre cercava una giuntura per mobili. Ora tutto comincia a tornare. Non è un caso che si tratta di un gioco matematico, ma con un perfetto formato pocket. E, ancora, per i suoi 43 miliardi (di miliardi) di combinazioni, si serve di quasi tutti i colori primari, quelli netti ed efficaci per la mente, così come per la retina. Se affiniamo ancora un po’ la vista, capiamo che il cubo ha condiviso, del resto, la stessa sorte di molti oggetti di design: parecchio imitato, ma anche immutato. Una cosa, però, è cambiata ed è il fattore tempo. Rubik impiegò quasi un mese a risolvere la sua piccola creatura enigmatica, oggi invece bastano 5 secondi e mezzo: più o meno lo stesso tempo necessario a un visagiste per stendere l’ombretto. Onomastico: San Martino I

Il 12 aprile 1857 viene pubblicato “Madame Bovary”

Gustave Flaubert viene processato subito dopo l’uscita di “Madame Bovary”: c’erano troppi “ritratti lascivi” per la morale del tempo. Non aveva tutti i torti, però, il pubblico ministero. Guardiamo ad esempio la sensualità traboccante del banchetto di nozze: lo scrittore plana su una tavola ingombra di cosciotti, sanguinacci e vassoi di crema gialla tremolante. Il climax arriva con la torta nuziale, un tempio diabetico di portici, statue e “laghetti” di marmellata. In cima, solo, un amorino si dondola su un’altalena di cioccolata e boccioli di rosa. L’eloquio di Flaubert già da queste righe traccia il destino di un matrimonio segnato. La storia di Emma Bovary ci insegna che lo scarto tra aspettative e realtà può essere non solo crudele, ma fatale. Per cui, il nostro ricordo delle nozze non tradisce il realismo del suo autore, ma viene in soccorso alla giovane con il tocco delicato di cui, forse, avrebbe potuto avere estremo bisogno: le abbiamo così regalato un risveglio certo non all’acqua di rose, ma anche meno amaro, per il suo caffè mattutino. Onomastico: San Zeno

L’11 aprile del 1954 è stato il giorno più noioso della storia

Il colmo per un giornalista è quel giorno in cui, a far notizia, sono solo le foglie morte che cadono dagli alberi. Doveva saperlo bene Spike, il fratello maggiore di Snoopy, che viveva tutto solo nel deserto californiano: per non impazzire di noia, parlava con un cactus. Che quell’11 aprile sia stato il giorno più piatto del secolo breve lo sostiene William Tunstall-Pedoe dell’Università di Cambridge. Il suo software “True Knowledge” ha esaminato i titoli di giornale dal 1900 in poi, e in quel giorno non ha trovato nessun evento, nascita o morte di rilievo. Walter Benjamin sosteneva che l’unico modo che abbiamo per capire la storia è analizzarla contropelo. Cosa vuol dire? Che gli archivi sono interessanti non per ciò che contengono, ma per quello che ancora non-conservano o che hanno perso. Siamo convinti che l’11 aprile del ‘54 sia stato sì un vuoto a perdere, ma conservato proprio per questo dentro la storia. Onomastico: Santa Gemma Galgani

Il 10 aprile 1849 Walter Hunt inventa la spilla di sicurezza

Cosa lega Donald Trump alla Regina Elisabetta? A parte la chioma cotonata, forse, poco altro. Eppure si tratta proprio di una spilla da balia. Per un periodo brevissimo, quest’oggetto è entrato a far parte dei monili di sua maestà, almeno per come li intendevano i Sex Pistols. Nella prima cover di “God Save the Queen”, diventa un bijoux che pende dal naso di Elisabetta II. Poi è intervenuta la censura, e la storia ha dato alle stampe una versione dell’album leggermente edulcorata. A giugno 2016, sempre in UK, la protesta contro i primi vagiti della Brexit sceglie di essere rappresentata proprio da una spilla da balia: era un modo per far sentire “al sicuro” tutte le categorie sociali minacciate dalla legge. L’immagine attraversa l’Atlantico e, nell’autunno dello stesso anno, ritroviamo migliaia di safety pins postate sui social network come protesta per l’elezione di Donald Trump. Nella scala delle invenzioni umane il brevetto della spilla da balia può sembrarci forse millimetrico. Ma questa storia ci ricorda che tutto dipende sempre dai criteri di misura. Onomastico: San Beda