Il 16 settembre 1966 viene inaugurato il Metropolitan Opera House al Lincoln Center di New York

“Ora basta colla Bohème e la Butterfly, anch’io ne ho sopra i capelli!”. Così Giacomo Puccini scriveva a Tito Ricordi dalla sua camera d’albergo di New York, nel 1907. Si trovava nella Grande Mela per la prima della “Madama Butterfly” e da quel soggiorno nascerà anche “La fanciulla del West”, un’opera che parlava di febbre dell’oro e di California. Sarà presentata in prima mondiale al vecchio Met nel 1910 e sarà anche la prima opera con cui il nuovo Metropolitan riaprirà al pubblico nell’aprile del 1966 (mentre l’inaugurazione sarebbe avvenuta appunto il 16 settembre). Eppure, Puccini non avrebbe potuto fare a meno della sua Bohème, nonostante se stesso: è l’opera più rappresentata al Met di tutti i tempi, tanto che, nel 1977, fu scelta come primo esperimento televisivo. Quando in inglese si dice “have something under one’s belt” vuol dire aver raggiunto un particolare obiettivo, o avere qualcosa in tasca. È sicuramente il caso di Puccini con il Met. Onomastico: Sant’Eufemia

Il 15 settembre 1835 Charles Darwin approda alle isole Galápagos

Peccato che non aveva una telecamera in mano; se così fosse stato, avremmo ricordato Darwin come il maestro del fantascientifico, per il suo reportage dalle Galápagos. Immaginiamo questo 22enne che sbarca in uno scenario tutto lava e lapilli, abitato da iguane e tartarughe che lo fissavano con occhi atavici. Le prime erano così numerose che il giovane ebbe difficoltà a piantare la tenda. Le seconde, invece, sguazzavano nel loro tedio: non deve essere certo facile sostenere un’aspettativa di vita di 150 anni. Nel suo diario, Darwin descrive queste isole come un “satellite connesso al continente” e non avrebbe potuto fare diversamente. La parola ‘science fiction’, infatti, non era ancora a disposizione del suo vocabolario (lo sarà solo dal 1929). Ci abbiamo pensato noi: una tartaruga così evoluta è capace di fare de “L’origine delle specie” (1859) un trattato di pura fantascienza. E se dovessimo incappare nel rifiuto del buon vecchio Charles, niente paura, la regaleremo a Kubrick: maestro del distopico (e di arance). Onomastico: San Nicomede

14 settembre: si ritorna a scuola 

Per molti bambini e ragazzi, ieri, è iniziato un nuovo anno scolastico. Nel suo “Diario di scuola”, Daniel Pennac paragona l’ingresso di un bambino a scuola a una cipolla: al suono della campanella, varcano l’ingresso svariati strati di “magone, rancore, preoccupazione, rabbia, desideri insoddisfatti, rinunce furibonde”. Posato il fardello, e pelata la cipolla, può iniziare la lezione. Nel tempo, quando la scuola diventa un ricordo di gioventù, quegli stati d’animo saltano, come la cipolla in padella, e dallo zaino della memoria non è tanto la fame di sapere ad affiorare quanto quella autentica, che si provava tornando a casa. Il nostro augurio, da qui a giugno, va a chi a scuola ci va per la prima volta e a chi ci torna. Per tutti insomma, è tempo di mettere le mani in pasta… E buon appetito! Onomastico: Sant’Alberto

Il 13 settembre 1856 nasce Pietro Gentilini 

La giovinezza di Pietro Gentilini è di quelle che ha dell’avventuroso. Lascia presto l’Appennino Emiliano per intraprendere il viaggio del migrante con la valigia in mano: la sua destinazione è l’America Latina. Probabilmente ha toccato il Brasile, l’Uruguay e l’Argentina, e sappiamo che rimase molto affascinato dalle immensità pluviali di quelle terre. Ci viene il dubbio, però, che sia stato in contatto anche con qualche sciamano. Come avrebbe potuto, altrimenti, fondare quella grammatica visiva così speciale? Non ci sembra di peccare d’azzardo, se la riconosciamo come una specie di prozia elegante dello stile che Wes Anderson renderà, poi, così familiare: tutto farcito di zucchero vintage. Il logo con il treno fatto di biscotti, le scatole di latta (dove erano riposti ancora caldi), un tono di balocchi: era tutto il bagaglio visivo dei “Biscotti Pietro Gentilini” che avevano, in più, il beneficio del gusto. Il filosofo francese Henri Bergson distingueva il concetto di tempo da quello di durata che, a differenza del primo, non deve fare i conti con nessuna lancetta. Nei 131 anni dalla sua partenza, il treno Gentilini ci ha regalato uno ‘Sweet Express’ che ci riporta, se non in Oriente, ogni volta alla durata infinita dell’infanzia. E anche a quella inconfondibile fragranza. Onomastico: San Giovanni Crisostomo

Il 12 settembre 1964 c’è la prima di “Per un pugno di dollari” 

Quando è stato lanciato il primo film degli “spaghetti-western”, il cinema italiano stava cominciando a ipotecare qualche stella sulla “Walk of Fame” con pellicole di tutt’altra pasta. Pensare a una produzione italiana, alle prese con il western, era come immaginare la controparte USA che ti sforna “Il barbiere di Siviglia”. Una cosa decisamente off-topic. Per cui, per pubblicizzare la vicenda di Joe, il pistolero solitario che arriva in un villaggio al confine del Messico, vennero americanizzati tutti i nomi: Sergio Leone diventò Bob Robertson, Gian Maria Volonté John Wells ed Ennio Morricone Leo Nichols. Clint Eastwood (Joe), rimase l’unico in versione originale. Era l’attore che nel film aveva solo due espressioni: “una con il cappello e una senza”, come amava dire il regista. Ma quel copricapo, dopo il servizio mimico, si concedeva anche alle migliori tortillas messicane: del resto, i soldi per il film erano pochi, ma il fake doveva essere autentico. Come pure l’arte italica dell’arrangiarsi. “Largo al factotum”, dunque: non lo diceva forse un certo Rossini? Onomastico: San Guido del Brabante

11 settembre 2001: attentato terroristico al World Trade Center 

Chiunque abbia più di venticinque anni ricorda perfettamente dov’era e cosa stava facendo in quei terribili momenti in cui caddero le due torri e, con esse, tante certezze dell’Occidente. Da allora, il mondo non è stato più lo stesso: è diventato più diffidente, impaurito e digitale. Il XXI secolo, insomma, è di fatto cominciato così, con l’11 settembre: una tragedia. Quaranta giorni dopo, Steve Jobs, presentava al mondo il primo iPod, tappa fondamentale per avvicinarsi, sei anni più tardi, alla rivoluzione dell’iPhone. In conclusione, un cambio di secolo è sempre un cambio di epoca e il “breaking the rules”, nel bene e nel male, è proprio della natura umana. Per questo il nostro omaggio, creato ad hoc, è fatto di righe: forse per ricordare che di lineare nelle nostre vite è rimasto davvero poco. Perché più che tracciare un segno, ora siamo noi tracciati, in ogni azione. Benvenuti nel futuro! Onomastici: Santi Proto e Giacinto

Tra il 10 e il 25 settembre inizia il periodo di raccolta della maggior parte dell’uva in Italia

Per dare un’idea di quanto sia diffuso il culto del vino in Italia, partiamo da un’assenza: pare che solo la provincia di Cremona non sia interessata da un’attività vinicola di una certa rilevanza. Eppure, se l’ambasciatore dell’ebbrezza dionisiaca è arrivato fino a noi, il ‘grazie’ se ne sta acquattato nell’angolo più inaspettato. Ma facciamo un passo indietro ai primi secoli d.C., quando le invasioni barbariche avevano spazzato via anche le attività agricole dell’Impero Romano. Accadde così che la viticoltura venne salvata dentro le abbazie benedettine: quel nettare, infatti, era fondamentale per l’Eucarestia. Ma non è tutto. San Benedetto (prima che monaco, uomo di mondo) aveva intuito l’importanza che un distillato di ebbrezza poteva apportare a qualsiasi società organizzata, a partire proprio dalla più piccola. Ecco dunque che nella “Regola” (dopo aver preso le distanze dal vino in quanto monaco ‘senior’), riconosce che con i più giovani è impossibile ragionarci; per cui, vada per un po’ di vino, ma senza esserne “sazi”. Varrà lo stesso per i tour enogastronomici d’autunno? Chissà. Intanto ci armiamo di spazzole e lustrascarpe. Che sia tutto a puntino per intraprendere questo cammino “di-vino”, cercando di arrivarci lucidi! Onomastico: San Nicola da Tolentino

Il 9 settembre 1947 l’ammiraglia ed informatica Grace Hopper scopre il primo “bug”

Ogni viaggio che si rispetti ha il suo diario di bordo e questo vale anche per quello nel mare delle reti informatiche. Queste, saranno forse meno impregnate di salsedine, ma quello che portano su dagli abissi dei pc è un racconto schietto; talmente schietto che può rimanerci impigliato un insetto. Nel settembre 1947, il team dell’Università di Harvard, a Cambridge, notò che il computer Mark II si era arenato in errori non troppo ‘coerenti’. Così, aprirono lo sportello dell’hardware e notarono che alla base di tutto quel penare non c’era nient’altro che una piccola falena. È stato così che il termine “bug” ha colonizzato il lessico informatico in modo più veloce di formiche operose. In realtà, l’ammiraglia Grace Hopper non è stata la persona che realmente trascrisse quella parola, fu piuttosto un lavoro di squadra; ma a lei si deve la sua divulgazione scientifica, grazie a conferenze e manuali informatici dove quel “bug” era già molto benvenuto tra i glossari. La stessa Hopper, creò una serie di illustrazioni umoristiche dei diversi tipi di bug che infestavano il Mark II, ed etichettò un’altra serie di problemi chiamandoli “verme del nastro”. In questo paradiso di invertebrati, rispondiamo dunque con un floppy-fish. Onomastico: Sant’Omero

L’8 settembre 1926 nasce Sergio Pininfarina 

I manichini di Giorgio De Chirico erano senza occhi perché non dovevano vivere nessun tempo. La qual cosa, può essere una grande sfida se ci si trova a immaginare il design di un prodotto che, come l’automobile, può soffrire molto più di altri il mutare del mercato, della tecnologia, o delle mode. Ecco, Sergio Pininfarina è stato uno di quei protagonisti che è riuscito a sventare l’impronta del tempo, pur avendo tra le mani un oggetto così ‘rischioso’, da questo punto di vista. È stato un sarto che ha creato un design senza tempo, ispirato alle proporzioni del corpo umano. Le sue automobili, sono vere e proprie forme scultoree, con linee sinuose e avveniristiche, rigorose e sempre eleganti. Ecco perché, pensando a lui, ci appare davanti agli occhi un manichino unito idealmente a quattro pneumatici. Per battere qualsiasi tipo di tempo. E che sia in velocità, o in stile, non importa. Onomastico: San Sergio I, Papa

Il 7 settembre 1880 è presentato il brevetto del tiro a piattello 

In inglese, il tiro a piattello ha un nome che, oggi, sembra lontanissimo dalla sua traduzione letterale: si tratta di “clay pigeon”. Eppure, una connessione c’è, perché quei piccioni d’argilla sostituirono gli uccelli veri nell’antica disciplina del tiro a volo. Il brevetto di George Ligowsky si inserisce in questo contesto, ed è l’effetto delle primissime proteste animaliste; diventerà uno sport, ma anche il fulcro di luna park e paesi dei balocchi. In “Boccaccio ’70”, vediamo Sofia Loren proporsi come trofeo del tiro al bersaglio; peccato, però, che il fortunato vincitore fosse un sagrestano. Azzardi a parte, nel passato il premio non era il peluche che conosciamo e, a finire in trappola, non era solo la povera anatra. Negli anni ’30-’40, quando si centrava il bersaglio, partiva uno scatto e al vincitore veniva consegnato un ritratto fotografico. Per non perdere quell’imperdibile occasione di portare a casa un ricordo, tutti gli amici cercavano di ritagliarsi un angolo di viso intorno alla concentrazione del tiratore. Ah, i tempi in cui un selfie andava ‘guadagnato’… Onomastico: Santa Regina