Il 9 aprile 1794 nasce Theobald Boehm l’inventore del flauto traverso

Il flauto traverso è un capolavoro di piccola ingegneria. E il suo inventore, Theobald Boehm, di ingranaggi doveva capirne qualcosa, perché prima di diventare un virtuoso della musica era un onorato orefice. Niente di più semplice, per capire il suo funzionamento, che accostarlo a una condotta idraulica; sostituire l’acqua all’aria e il gioco è fatto. Sembra facile, eppure qui un pistone e una chiave hanno la stessa responsabilità che in una turbina a vapore. E poi l’aria non è mica tanto più mansueta dell’acqua: deve esser scolpita giorno per giorno, pena un suono che è un’eco dall’oltretomba. Lo scalpello? Un’infinità di arie, note lunghe e alte; per non parlare dei trilli, pura psichedelia prestata all’orchestra. Lo avevano capito bene, alla fine dei ’60, i Jethro Tullche hanno celebrato l’unione fortunata tra il flauto traverso e il progressive rock. Dedicate 3 minuti del vostro tempo in ascolto della loro “Bourée” e potrete finalmente dire di capirci un tubo! Onomastico: San Massimo Vescovo

L’8 aprile 1975 Federico Fellini vince l’Oscar con “Amarcord”

Tra i titoli pensati da Federico Fellini e Tonino Guerra per “Amarcord” c’erano anche “Il borgo” e “Viva l’Italia”. Validi, sì, però accomunati da uno stesso vizio di forma: il troppo realismo avrebbe strozzato il suono delle parole. Quell’ “io mi ricordo” li aveva convinti, invece, per un certo tono cabalistico. E, se ci pensiamo bene, in questo film la musicalità del titolo e le note di Nino Rota vengono prima delle immagini; le ammantano, letteralmente. Quando nel 1974 “Amarcord” viene presentato nella grande mela, il “New York Times” descrive Fellini come un pifferaio al comando della nostra immaginazione. Non avremmo potuto rappresentarlo meglio: le matite con cui il maestro annotava le sue idee sul taccuino lo stanno attendendo nello Studio 5 di Cinecittà, pronte per la seduta. Onomastico: Sant’Amanzio

Il 7 aprile è il World Health Day

La Giornata Mondiale della Salute si celebra in tutto il mondo il 7 aprile, a ricordo della fondazione dell’OMS avvenuta nel 1948. Ogni anno ha un suo tema di riferimento e, scorrendo gli archivi, abbiamo trovato il cambiamento climatico, la copertura sanitaria universale, depressione, senilità e salute, nonché l’uso di antimicrobici per gli animali che interagiscono con l’uomo. È un po’ una coincidenza, un po’ una constatazione amara notare che sono ripiombati, drammaticamente, tutti insieme. Tra le spie di un’alterazione del nostro corpo, il termometro in quest’ultimo anno ha segnato i primi rintocchi delle nostre preoccupazioni. Cosa augurarci dunque? Che possa misurar presto solo l’ora di star bene. Onomastico: San Giovanni Battista de la Salle

Il 6 aprile 1896 si aprono i primi Giochi Olimpici dell’era moderna

I Giochi di Atene del 1896 nacquero grazie allo slancio del barone Pierre de Coubertin, che era solito rimproverare ai suoi connazionali francesi di sedersi “troppo spesso sul cervello”, a danni del fisico. Credeva infatti che l’educazione non poteva dirsi completa senza lo sport, perché sarebbero così mancati slancio, resistenza fisica e spirito di squadra (anche di lotta, al bisogno). Per ribadire il suo concetto pedagogico universale, proibì i primi Giochi Olimpici a tutti gli atleti professionisti. Proprio così. E ci andò di mezzo anche il nostro connazionale Carlo Airoldi che aveva raggiunto Atene a piedi passando dai Balcani. All’arrivo, però, la sua avventura finì ancor prima di iniziare: vietato iscriversi alla maratona, in Italia aveva ricevuto un premio in denaro per una gara di corsa. Un elogio del dilettantismo a cui ci allineiamo senza indugi. Et voilà, il Partenone diventa subito amatoriale: il nostro “atto d’amore” per l’arte del disegno. Onomastico: Santa Galla

Oggi è Pasquetta

Inutile negarlo, la stagione delle gite fuori porta è sempre inaugurata dal lunedì di Pasqua (fatti i dovuti conti con l’oste/tempo). Se potessimo riassumere questa giornata negli ultimi due anni, però, ci viene in mente solo “Chance the Gardener”, il giardiniere del film di Hal Ashby che ha passato tre quarti di vita in casa con la televisione accesa: era il suo unico affaccio sul mondo. Anche oggi faremo un po’ tutti come Chance e andremo “oltre il giardino” (o balcone che sia) solo con la fantasia. Coltiviamola, il mezzo è pronto. (Quanto al dopo, come è successo a Chance, può starsene anche lì acquattato in attesa di sorprenderci). Lunedì dell’Angelo

Buona Pasqua!

Il significato della Pasqua nella tradizione cristiana è la luce che sconfigge le tenebre. Se c’è luce, c’è vita e lo dimostra Gesù, che ha camminato nel mondo e nelle intemperie della sua notte. Nella sua umiltà quotidiana, l’uovo è invece una metafora straordinaria, perché contiene la vita come in provetta. Se ci pensiamo bene, quali altri oggetti che ci circondano possiedono una tale forza evocativa? Non a caso, l’uovo “sta” sempre in posizione isolata in molte delle immagini create dall’uomo. Piero della Francesca lo fa pendere sulla testa della Vergine e il Bambino. In un Diego Velázquez senza solennità, invece, siamo in una stamberga seicentesca dove c’è una donna che frigge le uova: l’unico elemento che abbaglia sullo sfondo buio è un uovo, tenuto da una mano rugosa, ma ferma. Salvator Dalì ci va talmente vicino da sfiorare il didascalico: nella sua “Aurora” vediamo un uovo che si schiude e il tuorlo a fare le veci del sole. Planando da queste alte vette, atterriamo ora sul nostro nido domestico. Fiat lux, recita la Genesi; noi ci stiamo organizzando (e con tutti i cavi del mestiere). Buona Pasqua. E che ci sia un nido per ognuno di voi.

Sabato 3 aprile: veglia di Pasqua

Entrando in una chiesa, oggi, la troverete buia e con l’altare spoglio, a ricordo del tempo che Gesù ha trascorso negli inferi. La Pasqua inizierà al tramonto con la veglia “del Sabato”, quando al cero sarà affidato il compito di simboleggiare il ritorno alla luce. Questa sera, infatti, l’Arcivescovo del Duomo di Milano avanzerà verso l’altare con una candela in mano; solo al suo passaggio la chiesa riprenderà vita e luce. Il cero usato è di pura cera d’api, molto apprezzata per l’aroma leggero e l’assenza di fumo. Come sapete, le api ci sono molto care poiché lavorano alla creazione di originali e, anche in questa occasione, non si smentiscono. Per questo, oggi, il nostro candeliere prende forma grazie all’umile strumento del dietro le quinte del loro lavoro: il tubo in plastica che porta l’acqua ai fiori. Sabato Santo

Il 2 aprile 1725 nasce Giacomo Casanova 

È stato scritto che alla vigilia della sua fine come Repubblica libera (1797), Venezia era sì decadente, ma non nell’ingegno. Antonio Vivaldi, Carlo Goldoni e Pietro Longhi erano infatti tutti lì nel ‘700. Tra di loro, però, solo Giacomo Casanova ha lasciato una testimonianza del tempo che  – è il caso di dire – è impastata in tutta la sua autobiografia. La fama di amatore lo precede, vero, ma non dimentichiamo che la prima complice dei suoi amori è stata la Serenissima, dove il ventaglio era uno strumento di comunicazione insostituibile. Goldoni ne fa una commedia in cui il ventaglio è il re dei malintesi, eppure parlava in modo più netto di qualsiasi spunta blu (almeno in teoria): tenerlo nella destra era un invito a farsi seguire, se aperto davanti la bocca quel cuore era libero. Love affair condotti tra squittii e ammiccamenti. Nelle tante avventure di Giacomo Casanova, qualcosa sarà stato pur costante: il preludio a un invito piccante. Venerdì Santo

Il 1 aprile 1949 Piero Bottoni presenta il progetto per la grande pescheria di Milano

Oggi vogliamo raccontarvi la storia di un architetto tra i maggiori interpreti dello stile noto come “Irrazionalismo italiano”. Tale era il suo impegno in tal senso, che tra il 1934 e ’35 firma a Milano la “Casa per inibizioni” con il preciso compito di impedire “agio e piacere a tutti gli alloggi”. La trovate in Via Mercadante, con buona pace dei freni inibitori. Nella scrivania “Comacina” (1930), poi, piega in curve l’acciaio e fonti del tempo ci dicono che quel giorno, in Olanda, un altro Pietro (Mondrian) fu preda di scompensi; le curve gli procuravano sempre troppe emozioni. Arriviamo al 1 aprile del 1949, quando presenta il progetto per un nuovo edificio con la facciata a scaglie: doveva essere la pescheria degna della città che ha il primato ittico del Paese. E dove se non in Piazza dei Mercanti? Molti di voi non avranno abboccato: il pesce d’aprile di un architetto non può essere che giocare – e così onorare – la biografia di un maestro: Piero Bottoni (11 luglio 1903 – 9 aprile 1973) (per davvero!). Giovedì Santo

Il 31 marzo 1889 viene inaugurata la Torre Eiffel

Non è mai entrata nell’obbiettivo di Eugène Atget (1857-1927), il fotografo della Parigi del tempo. Questi era piuttosto attratto dagli angoli che stavano scomparendo. Per cui, sue sono vetrine con corsetti appesi, boulevard, suonatori d’organetto che, magari, era proprio lì, sotto la nuova attrazione, che guadagnavano parte del loro stipendio. Il fotografo era particolarmente stimato dai Surrealisti, i maestri dell’immagine doppia, quella che riesce a rappresentare un oggetto completamente diverso senza nessuna modifica. Parola di Salvador Dalì. Così oggi, ricordando l’anniversario della Tour Eiffel, proviamo con i nostri compassi a far quadrare il cerchio e a colmare quel vuoto lasciato da Atget a suo tempo. Onomastico: Santa Balbina